Il TOSCANA PRIDE nasce come coordinamento regionale delle associazioni e dei gruppi organizzati che operano nello spazio LGBTIQA+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender, Intersessuali, Queer, Asessuali) sul territorio, al fine di promuovere la piena cittadinanza di queste soggettività. Come coordinamento rivendichiamo il ruolo di soggetto politico nel dialogo con le istituzioni e in merito alle politiche che incidono sui nostri corpi e sulle nostre vite. L’obiettivo che abbiamo è quello di trasformare l’indignazione, la paura e la rabbia per i soprusi e le discriminazioni subite in PARTECIPAZIONE ATTIVA e COSTRUTTIVA attraverso percorsi politici e culturali rivolti alle istituzioni e alla cittadinanza della nostra regione.

Il TOSCANA PRIDE è un progetto regionale che si sviluppa in maniera uniforme in tutta la Toscana attraverso le realtà che ne fanno parte e, in maniera itinerante, organizza in una città toscana, ogni anno diversa, una parata politica a conclusione del percorso annuale.

Il 6 luglio 2019 sarà Pisa ad ospitare la parata finale.


LE NOSTRE RADICI

Stonewall

La notte del 27 Giugno 1969, all’1.20, la polizia irrompe nello Stonewall Inn, bar gay di New York. Le violente incursioni della polizia ai danni delle persone omosessuali e trans* sono una violenta consuetudine ma quella notte qualcosa di diverso accade: Sylvia Rivera, donna transgender di origini migranti, si oppone alla retata scagliando una bottiglia (o un favoloso tacco, come racconta il mito) contro gli oppressori in divisa. È l’inizio di due giornate di scontri che richiamano nelle strade una comunità stanca di nascondersi e stanca di subire in silenzio i soprusi di una società oppressiva e invisibilizzante.
Il nostro orgoglio nasce quella notte, tra sangue e resistenza.

Pisa79

Gli anni ‘70 danno alla luce anche le antenate del Movimento LGBTQIA+ Italiano: sono gli anni del F.U.O.R.I. e dei numerosi Collettivi froci, nati tra animate assemblee e sognanti campeggi. Insieme all’orgoglio si afferma forte l’esigenza di denunciare le violenze, in continua crescita, ai danni delle persone LGBTQIA+ ed è così che, dopo un partecipato congresso a Roma, i Collettivi Omosessuali si danno appuntamento a Pisa il 24 Novembre 1979 per una “Manifestazione nazionale contro la violenza sugli uomini e sulle donne omosessuali”, la prima marcia pubblica autorizzata da una questura. È marcia favolosa a Pisa e alla chiamata del collettivo "Orfeo" di Pisa rispondono dal nord al sud: la "Magna Frocia" di Taranto, il "Narciso" di Roma, la "Frocialista" di Bologna, il C.O.S.R di Torino la Democrazia Proletaria di Milano, il C.O.R.U. (Collettivo Omosessuale Rivoluzionari Urbinati), La Comune di Napoli, le Madri Frocialiste Sarde Emigrate. La marcia conta circa cinquecento presenze e attraversa la vie della città per finire nella chiesa sconsacrata di San Bernardino in Via Pietro Gori (oggi Cantiere San Bernardo) dove un momento teatrale e ricreativo chiude la giornata e prepara al convegno su “Omosessualità e mass-media” e al coordinamento insegnanti omosessuali, tenutisi il giorno successivo.



FAVOLOSE RIBELLI

In un momento in cui la storia sembra tornare indietro, in cui odio e violenza strisciano nelle nostre strade e nelle nostre città, in cui l’attacco alle nostre vite arriva da istituti che dovrebbero garantirci, riprendiamo il filo della nostra storia, ci riappropriamo della nostre radici di resistenza, di ribellione e di continuo transito verso la felicità.
Perché siamo nate ai margini e da quei margini abbiamo raccolto la rabbia e il dolore, trasformandoli in ribellione. La stessa ribellione che portiamo ogni giorno scritta sui nostri corpi non conformi, non normati, in trans-formazione, la ribellione che ci lega in famiglie scelte, la ribellione che ci spinge a reclamare il nostro posto nella società e nel mondo.
Rivendichiamo la favolosità come pratica politica e di lotta che ci ha insegnato a trasformare le lacrime in risate, a sovvertire lo stigma con irriverenza e autoironia, a continuare a ballare con determinazione sul dolore.

Siamo state, siamo e saremo Favolose Ribelli.



"La cosa più bella di quella sera fu vedere la rabbia sulle facce delle persone picchiate, avevano il sangue in faccia e sul corpo e non scappavano, tornavano indietro; continuavamo a tornare indietro perché non ci fregava niente di morire. Volevamo lottare per ciò in cui credevamo: era la nostra serata”.

Sylvia Rivera
[Intervista a Radio Onda Rossa - World Pride Roma 2000]





"C'era una volta in Italia, come in tante altre parti del mondo, una realtà un po' diversa da quella che conosciamo o immaginiamo oggi, una realtà in cui trans, gay, lesbiche, donne, e non solo, rivoluzionavano la propria vita e di riflesso quella del mondo. Era una scena ancora tutta da inventare, prima che altri la inventassero per noi: bisognava dare senso, forma e soprattutto sostanza alla nostra liberazione. Non conoscevamo il futuro ma ci piaceva immaginarlo e di fantasia ne avevamo tanta!”

Porpora Marcasciano
[AntoloGaia - Sesso genere e cultura degli anni '70]